Descrizione
Un libro diverso da tutti gli altri dello stesso autore, perché intimista, più personale, tant’è che è scritto usando la prima persona. Come un diario, una vita ricca di esperienze da sondare e oggi verificabili ma, soprattutto, una scuola negli anni dell’esistenza spesi nel vivere la cultura, con eventi straordinari e nello scoprire che l’arte avrebbe avuto un importante ruolo nella sua vita. Realtà spazialmente e temporalmente diverse che pur vivono in una suggestione reciproca, se guardiamo a una visione dell’armonia. E allora questa pagine di Andrea Barretta, da giornalista a poeta, da scrittore a critico d’arte, sono una strada per riproporre la bellezza come cardine fondante nell’eliminare le disuguaglianze tra artisti nell’attuale sistema dell’arte che allontana e non unisce, e guardare alla meraviglia, manifestazione e veicolo per una formazione in ogni suo aspetto, nel senso che è prevedibile anche quello spirituale. Come arte dell’anima per un laboratorio esistenziale, come passi oltre l’immanenza. Il confronto, poi, continua su cosa è accaduto all’artista per non chiedere un mondo migliore, la verità nel sussulto dello straniamento che fa tremare e fa dire che va recuperato quello che è stato sottratto, ed eliminare l’ambiguità di identità artistiche indefinibili.

